Dopo 27 anni al vertice della Chiesa cattolica, la morte di papa Wojtyla il 2 aprile del 2005 ha scioccato il mondo, seppur preannunciata da una lunga malattia. Fino all'ultimo, Giovanni Paolo II è rimasto saldo sul soglio pontificio, nonostante le operazioni, la cannula inserita nella gola, la difficoltà a parlare, il Parkinson. Fino all'ultimo si è affacciato alla finestra del terzo piano per benedire e salutare la folla che sempre più numerosa si riversava in piazza San Pietro, e che alla fine si è raccolta in un dolore collettivo per dare l'ultimo saluto a un pontefice che non solo ha cambiato il volto della Chiesa, ma anche il mondo. Lo stesso Gorbaciov ammise che, forse, senza di lui il Muro di Berlino non sarebbe mai caduto. Oggi, a vent'anni da quell'evento storico, il libro del vaticanista Orazio La Rocca ripercorre i giorni passati dal primo ricovero d'urgenza al Gemelli, nel febbraio 2005, fino al 2 aprile e oltre, con il nuovo conclave e l'elezione di Joseph Ratzinger. Una cronaca commovente, che ci riporta indietro a quei momenti indimenticabili e concitati in cui il piccolo stato del Vaticano sembrò poter contenere tutto il mondo. Ricco di dettagli e rivelazioni inedite, un libro fondamentale per ricordare un papa che, tra luci e ombre, ha cambiato il corso della Storia.